
BERNARDO STROZZI
Description
Genova 1581 – Venezia 1644 San Cristoforo traghetta il Bambin Gesù Olio su tela, cm 142x105. Narra l'antica leggenda che un cananeo di enorme statura e possanza di nome Reprobo aveva deciso di mettere la propria smisurata forza al servizio dell'essere più potente esistente sulla terra; dopo aver servito un re e poi anche lo stesso diavolo, egli incontrò un eremita, che lo consigliò di recarsi sulle rive di un fiume per traghettare i viandanti. Gli si presentò allora un bambino, che gli chiese di essere portato sull'altra riva, e Reprobo, nel farlo, lo sentì così pesante, che gli parve di trasportare sulle sue spalle il peso del mondo intero: allora il bambino rivelò la sua vera identità e il bastone di Reprobo – che da allora mutò il proprio nome in Cristoforo, cioè portatore di Cristo – germogliò, a conferma del miracoloso evento. Il dipinto che qui si presenta mostra proprio il momento finale della vicenda: il bambin Gesù, che tiene con la mano sinistra il globo della terra, leva la destra ad indicare il cielo e Reprobo/Cristoforo guarda con evidente sorpresa l'estremità del suo bastone sulla quale stanno spuntando i germogli.E' un tema, questo, che pare aver interessato lo Strozzi all'esordio del suo soggiorno a Venezia, dove la sua presenza è documentata nel luglio del 1633: a questo torno di tempo Luisa Mortari (Bernardo Strozzi, Roma 1995) data infatti due altri dipinti tratti da questa leggenda, la pala dipinta forse su commissione del vescovo Alvise Grimani per la chiesa parrocchiale di Almenno San Salvatore presso Bergamo, raffigurante San Cristoforo che traghetta il Bambino alla presenza dei Santi Sebastiano e Rocco che la tela compositivamente simile a quella in esame, conservata in collezione Nelsaon Shanks ad Andalusia, Pennsylvania (ibidem, nn. 519 e 530). La studiosa suppone che tale interesse possa essere nato dalla conoscenza diretta da parte del pittore dell'affresco di egual soggetto dipinto da Tiziano nel 1523 in Palazzo Ducale; comunque sia, questa tela dello Strozzi – la cui assegnazione al Prete Genovese è confermata da Mary Newcome Schleier (perizia allegata risalente al 17 maggio 2005) – è indubbiamente da ritenere uno dei suoi più alti raggiungimenti nella prima metà del quarto decennio, per la qualità estremamente libera della resa pittorica, per l'eccezionale luminosità dei colori delle vesti di Cristoforo, per la bellezza efebica della figura del Bambino, in contrasto con la rude possanza di quella del cananeo. Opera in temporanea importazione
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BERNARDO STROZZI
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