
JACOPO CARUCCI detto il PONTORMO
Description
Pontorme 1494 – Firenze 1557 Figura maschile ammantata, in piedi Gessetto nero e sfumino su carta preparata grigia, mm 275 x 145; filigrana: pera Figura di spicco del primo Manierismo a Firenze, pittore ufficiale dopo il 1530 e la restaurazione medicea, figura chiave del "disegno" fiorentino dell'epoca, Jacopo Pontormo prende avvio dai modi un po' scolastici della generazione precedente, che aveva trovato nei suoi maestri, da Mariotto Albertinelli, a Fra' Bartolomeo ad Andrea del Sarto i suoi maggiori esponenti, interpretando poi secondo il proprio personalissimo spirito il plasticismo michelangiolesco e le illuminazioni leonardesche, e continuando a sperimentare in una strenua e incessante ricerca disegnativa tutte le potenzialità offerte dal mezzo grafico. Nelle centinaia di studi di figure, di volti, di animali, che costituiscono la maggior parte della sua produzione (che ammonta a circa 400 fogli, grazie ai quali se ne possono anche ricostruire in parte le opere perdute) egli riesce così a fondere in uno stile intellettualistico e raffinato le molteplici e diversissime, a volte apertamente contrastanti, suggestioni dell'ambiente in cui vive: dallo sfumato di Leonardo, alle bizzarrie di Piero di Cosimo, dall'accademismo di Andrea del Sarto allo studio fondamentale dei grandi esempi di Michelangelo, riletti e rielaborati in accezioni assolutamente indipendenti, al fascino del mondo nordico, soprattutto düreriano (un mondo in aperta antitesi rispetto al gusto e alla cultura fiorentina dell'epoca), a lui noto attraverso le stampe e ripreso in totale autonomia espressiva. Disegnatore formidabile dunque, tra i più straordinari di tutto il Cinquecento, Jacopo è un artista che continua a sperimentare, al punto di farsi rimproverare dal Vasari la "mancanza di fermezza nel cervello che andava sempre nuove cose ghiribizzando", in un ambiente in cui vigeva l'assoluto primato del disegno, definito dal Vasari stesso il "padre di tutte le arti". Sarà peraltro proprio tale sperimentazione a consentirgli di giungere a risultati che sono stati ben definiti "di inquietante modernità", come il celeberrimo Studio di nudo seduto degli Uffizi, creato quasi certamente in relazione all'affresco con Vertumno e Pomona nel salone della villa medicea di Poggio a Caiano. È noto peraltro come Pontormo studiasse le proprie composizioni con un'insistenza quasi ossessiva, concentrandosi sui singoli elementi, su ciascun dettaglio, prima di giungere ad una soluzione che riteneva soddisfacente, come attestano i molti casi in cui egli riprende il medesimo modello con lievi varianti. In questa linea di meditata e attenta progettazione grafica si può ben collocare anche la Figura maschile ammantata, in piedi che qui si presenta, con ogni probabilità uno studio preparatorio per un dipinto (credibilmente una figura, forse quella di un frate, destinata a comparire sulla destra di una composizione di maggiore sviluppo), in cui l'attenzione del maestro sembra concentrarsi soprattutto sull'ampio movimento del panneggio, reso con un tratto sicuro e un chiaroscuro vibrante che gli conferisce effetti di morbida luminosità, accentuati dalla carta preparata grigia, secondo una tecnica che Jacopo poteva ben aver appreso nel periodo della sua frequentazione nella bottega di Fra' Bartolomeo, che spesso utilizzava tale tecnica. Proprio questi caratteri sono del resto raffrontabili a quelli che si ritrovano anche in più complessi disegni riconducibili ad una fase ancora abbastanza giovanile dell'attività del pittore, quale può essere, ad esempio, il "cartonetto" degli Uffizi (condotto in questo caso su carta bianca), preparatorio per la Visitazione, dipinta per la famiglia Pinadori, oggi nella Pieve di Carmignano, vicino a Firenze. Meno convincente appare invece la precedente attribuzione del disegno a Fra' Bartolomeo, in relazione alla figura di San Pietro da questi dipinta a Roma nel 1513 su incarico di fra' Mariano Fetti per la sua chiesa di San Silvestro, insieme al suo pendant con San Paolo (Roma, Pinacoteca Vaticana). Troppo labili, nonostante l'affinità tecnica (l'uso del gessetto nero sulla carta preparata grigia) rimangono infatti i rapporti individuati con il foglio del Louvre (inv. 224 r.), considerato preparatorio per il dipinto vaticano (Fra Bartolommeo et son atelier, Paris, Musée du Louvre, 1994-1995, n. 75). Provenienza: collezione Michel GaudOpera in temporanea importazione.
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